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Jean-Michel Basquiat: Opere più importanti e Biografia dell’artista Graffittaro che ha firmato i suoi graffiti nei muri di Manhattan con lo pseudonimo SAMO.

Le opere di Basquiat, a più di trent’anni dalla sua morte, continuano ad affascinare e a far parlare di se, ad affascinare il pubblico di tutto il mondo che affolla le sale delle gallerie in occasione di ogni mostra retrospettiva dell’artista.

Tra i principali esponenti del graffitismo americano Basquiat divide la sua vita tra genialità e sregolatezza, successi ed eccessi, ossessioni e follie.

Jean-Michel Basquiat: Biografia dell’artista fuggente e impetuoso

Jean-Michel Basquiat nasce a Brooklyn il 22 dicembre 1960, da padre haitiano e madre portoricana.

La sua passione per l’arte si manifesta fin dalla tenera età.

Si racconta che già a quattro anni si divertisse a dipingere i personaggi dei suoi cartoons preferiti.

Incoraggiato dalla madre, che lo accompagna a visitare i più importanti musei di New York, Basquiat apprende ben presto le varie tecniche artistiche e ha modo di osservare da vicino i capolavori dei più grandi pittori.

Nel 1968 i suoi genitori si separano. In quello stesso anno l’artista rimane vittima di un incidente che costringerà i medici ad asportargli la milza.

La madre, durante la sua degenza, gli regala il libro Gray’s Anatomy, che influenzerà in seguito alcune delle sue opere.

Non di rado infatti l’artista inserirà successivamente nei suoi dipinti elementi anatomici.

All’età di quindici anni scappa di casa e va a vivere per strada. Qui si mantiene vendendo magliette e le sue opere dipinte su cartoline.

Questa sue esperienza brevissima si interromperà pochi giorni dopo, quando viene arrestato per vagabondaggio.

L’anno successivo si iscrive alla City as a School di Manhattan, un istituto sperimentale riservato ai ragazzi di talento che trovano difficoltà a frequentare le scuole tradizionali.

La sua particolare abilità nel disegnare porterà Basquiat, insieme all’amico di studi Al Diaz, a fare le sue prime esperienze con la droga ed a realizzare i primi graffiti sui muri di New York.

Basquiat incontra Andy Warhol

Jean Michel Basquiat - Andy Warhol

Immagine di Andy Warhol – Jean Michel Basquiat

Il 1978 è uno degli anni più significativi per la carriera artistica di JM Basquiat.

Oltre all’articolo apparso su Village Voice infatti l’artista incontra Andy Warhol in un ristorante di Soho.

Warhol è già un pittore affermato e Basquiat è un grande ammiratore delle sue opere.

Sebbene con grande insistenza Basquiat riesca a vendere per un dollaro al re della street art una cartolina con raffigurato un suo lavoro, Warhol non rimane particolarmente colpito dall’artista emergente.

Qualche anno dopo Basquiat entrerà a far parte della Factory, il progetto voluto e realizzato da Andy Warhol e tra i due nascerà una grande amicizia.

Nel 1983 partecipa alla realizzazione di alcuni dipinti a sei mani commissionate da Bruno Bischofberger, che lo vede lavorare insieme a Andy Warhol e Francesco Clemente.

Alcune delle opere realizzate dal trio verranno esposte poi in una galleria a Zurigo.

Contemporaneamente JM Basquiat lavora ad un altro progetto con Andy Warhol.

I due realizzeranno oltre cento quadri in cui sarà ben visibile l’apporto di entrambi.

Queste opere verranno presentate in una mostra comune a New York.

Il manifesto che presenta la mostra li vedrà raffigurati uno a fianco all’altro come protagonisti di un incontro di boxe.

Per Jean-Michel Basquiat la boxe era un modo di vivere e molte volte ha paragonato l’arte ad un ring in cui si doveva sempre essere pronti a combattere.

L’amicizia e la collaborazione con Andy Warhol ha influito molto sulla carriera artistica di Basquiat.

Grazie all’apporto del massimo esponente della street art Basquiat riesce a sfondare nel mondo dell’arte.

I dipinti di Basquiat vengono esposti in tutte le Capitali del mondo ed il New York Times Magazine gli dedica una copertina.

Il titolo “New Art, New Money: The Making of an American Artist” lo consacra come astro nascente del panorama artistico americano.

Il rapporto professionale tra i due però è sempre più burrascoso, anche a causa della dipendenza di Basquiat dall’eroina. La collaborazione tra i due cesserà definitivamente nel 1985.

Basquiat: una vita divisa tra donne e droga

Cresciuto in quella New York degli anni Ottanta dove tutto aveva un ritmo frenetico, dove soldi divertimento e droga scorrevano a fiumi, Jean-Michel Basquiat ha conosciuto un successo fulmineo. I suoi quadri sono diventati in poco tempo oggetti di investimento ambiti dai più ricchi yuppies. Tra il 1982 ed il 1984 i prezzi delle sue opere raggiungono cifre da capogiro.

Il successo e la ricchezza improvvisi, uniti a quell’eleganza naturale ed ai suoi lineamenti aggraziati, lo hanno reso un vero e proprio idolo per l’universo femminile.

Nell’autunno del 1982 l’artista ha una storia con la cantante italo-americana, a quel tempo ancora sconosciuta, Madonna.

La storia tra i due però durerà poco.

Basquiat è fuggente, impetuoso ed effimero, con le donne come con il denaro.

La sua dipendenza dalla droga, iniziata all’età di 17 anni aumenta con il trascorrere del tempo e, dopo aver rovinato la sua storia con la cantante Madonna ed il rapporto professionale con Andy Warhol, lo porterà alla morte nel 1988, a soli 28 anni.

Jean-Michel Basquiat – Opere : i Graffiti firmati SAMO

I disegni che JM Basquiat realizza insieme all’amico Al Diaz sui muri newyorkesi sembrano ad una prima occhiata misteriosi aforismi che riportano spesso frasi prima scritte e poi cancellate e sui quali è ben visibile lo pseudonimo SAMO, con cui l’artista firmerà molti suoi graffiti.

Ma che significa SAMO? E perché scrive frasi che poi cancella?

L’acronimo SAMO sta per Same Ol’Shit, ovvero Sempre il solito schifo. Il motivo per cui quelle frasi vengono cancellate viene spiegato proprio dall’artista. Basquiat infatti rivela:

Cancello le parole in modo che le si possano notare. Il fatto che siano oscure spinge a volerle leggere ancora di più.”

Quando non vengono cancellate invece quelle frasi appaiono talvolta rivoluzionarie, altre volte quasi insensate, come accade con SAMO© SAVES IDIOTS.

Nel 1978 i suoi graffiti appaiono sulla rivista Village Voice, che dedica un articoli alle opere di Basquiat.

Basquiat – Opere più importanti e Spiegazione

Le opere di Basquiat raffigurano figure semplici di forte impronta primitiva ed apparentemente infantile, che ricorda quell’Art Brut di Jean Dubuffet.

I suoi personaggi sono spesso legati alla cultura dei neri d’America, con i suoi eroi ai quali l’artista mette in testa la sua corona a tre punte in segno di regalità.

I suoi graffiti mettono in discussione il capitalismo e l’avidità che spesso sono presenti nel mondo dell’arte.

Il suo incontro con Andy Warhol darà infatti vita ad una collaborazione comune tra i due artisti che condividevano lo stesso modo di pensare.

Il mondo dell’arte doveva essere aperto a tutti, alla portata di tutti, e non una pregiata esclusiva riservata solo ad un pubblico d’élite.

Nelle opere di Basquiat, spesso associate al neo-espressionismo, si ritrova quel gusto per la mescolanza culturale e quell’odio per il razzismo che l’artista si portava dentro e che a tratti esplode in quelle violente pennellate che danno vita ad opere capaci di trasmettere quella sua rabbia verso un mondo ancora chiuso alla parità, quel mondo in cui lui avverte ancora quei pregiudizi razziali di una società a lui avversa.

Se osserviamo da vicino Il Duce, l’opera che Basquiat ha realizzato nel 1982, possiamo trovare molto di più di un’immagine.

Guardandola si riesce ad avvertire l’imponenza fisica di questa figura e la veemenza che era solito mettere nei suoi discorsi.

Man From Naples è l’opera che l’artista ha voluto realizzare per rendere omaggio alla città partenopea.

Realizzata nel 1982, a seguito di una sua visita a Napoli insieme ad Andy Warhol e all’amico Francesco Clemente, l’opera si trova oggi esposta al Guggenheim di Bilbao.

La tela fa da sfondo alla testa di un asino, simbolo della squadra calcistica locale.

Tutto intorno una serie di scritte, schizzi di colore e segni elementari.

L‘abitudine di Basquiat di imprimere nelle sue opere frasi nella lingua originale della nazione a cui il dipinto si riferisce, da luogo spesso a refusi.

Come in questo caso dove da prosciutto si passa a proscuitto.

Anche nel dipinto Pollo Frito del 1982 possiamo ritrovare quei refusi. In questa tela a predominare sono i colori, costruiti ad arte con un’abilità pittorica davvero sorprendente.

Il lavoro svolto lo ha visto prima creare sulla tela strati di olio, smalto e acrilico, per poi procedere attraversandoli con brucianti incisioni.

Il risultato è una superficie che appare densamente lavorata, con forti tonalità di giallo, arancione e rosso che sembrano fiammeggiare sulla tela.

Quei colori fanno da sottofondo alle immagini che sono l‘iconografia dell’artista e che possiamo spesso trovare nelle sue opere: il cranio, la corona a tre punte e la fitta presenza di vocaboli.

Basquiat: Quotazioni del Teschio da Record

Le opere di Jean-Michel Basquiat sono un ottimo investimento, destinato a salire nel tempo.

Basta pensare che nel maggio 2002 l’opera “Profit I“, appartenuta prima a Lars Ulrich (batterista dei Metallica), è stata venduta per 5.509.500 dollari.

A quel tempo fu la cifra più alta raggiunta per un quadro di Basquiat.

Qualche anno dopo però, nel 2007, questo record fu surclassato da un’opera senza titolo dell’artista che venne venduta dalla casa d’aste Sotheby’s di New York per 14,6 milioni di dollari.

Ma Il Teschio – Untitled è senza dubbio l’opera più conosciuta dell’artista afro-americano.

L’immagine rappresenta un teschio che assume le fattezze di una maschera tribale nera su sfondo azzurro, con vistosi rivoli di sangue che colano giù lungo il cranio e una rabbia espressa attraverso le orbite degli occhi e i denti che stridono.

Si tratta di una delle poche opere che sono entrate a far parte dell’Olimpo dei quadri venduti a più di 100 milioni di dollari.

All’asta che si è tenuta nella primavera 2017 alla Sotheby’s di New York infatti, il quadro è stato ceduto per 110,5 milioni di dollari, riuscendo così a battere tre primati in un colpo solo.

Oltre ad essere stata l’opera più pagata per un artista americano davanti ad Andy Warhol, Untitled è stato il lavoro più costoso di un artista afro-americano e l’opera più cara creata dopo il 1980.

I dieci minuti di durata dell’asta (tempo insolitamente lungo per l’aggiudicazione di un’opera d’arte) hanno visto la sala gremita e collezionisti ed appassionati dell’artista che ad ogni puntata al rialzo si lasciavano andare a grida di stupore.